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MANIFESTO DEL PARTITO NO EURO
  • Il partito No Euro riconosce la sovranità come appartenente ai cittadini ed esercitata sul territorio nazionale.

  • Rivendica la sovranità dello stato nella emissione del denaro avente corso legale.

  • Rivendica allo stato il reddito monetario prodotto con la creazione di moneta avente corso legale e con la creazione di credito.

  • Riconosce come autenticamente legittimato a rappresentare i cittadini sovrani solo lo stato che eserciti direttamente la sovranità monetaria.

  • Tutela il potere di acquisto soprattutto dei ceti più deboli.

  • Persegue la stabilità del potere d'acquisto della moneta.

  • Si oppone alle oppressioni e distorsioni monopolistiche e oligopolistiche del mercato, della società, della politica, delle istituzioni.

  • Come forma e mezzo fondamentali per la libertà e l'autonomia, nonché come rimedio e sussidio rispetto agli inconvenienti cagionati dalle monete nazionali e dall'Euro, promuove la diffusione di monete complementari.

  • Accetta il sistema rappresentativo nell'esercizio della democrazia, ma favorisce le forme di democrazia diretta e partecipativa.

  • Tutela, con le misure che si rendano necessarie, il territorio nazionale e la sovranità su di esso, quali beni comuni e inalienabili dei cittadini, contro ogni violazione e minaccia.

  • Ammette l'immigrazione e lo stabilimento sul territorio nazionale delle persone che siano utili al benessere nazionale e per il tempo per cui siano utili.

  • Riconosce il diritto dei popoli all'autonomia.

  • Promuove l'attuazione di un federalismo anche fiscale sulla base di aree di idonee grandezza, conformazione e caratteristiche.

  • Tutela e promuove le libertà civili e politiche dell'individuo e la sua possibilità di svilupparsi compatibilmente con lo sviluppo degli altri individui.

  • Promuove l'intervento sociale pubblico e privato per l'assistenza ai bisognosi, ai malati e agli invalidi.

  • Tutela e promuove la sicurezza fisica, giuridica ed economica del cittadino e degli altri soggetti legittimamente presenti sul territorio nazionale.

  • Afferma e tutela l'eguaglianza degli esseri umani dinnanzi alla legge, la quale stabilisce i diritti e i doveri delle persone, anche con riguardo alla loro condizione di cittadini o non cittadini.

  • Riconosce a ognuno il diritto di agire e difendersi in giudizio, in tutti gli stati, le fasi e i gradi del procedimento, davanti a un giudice naturale e indipendente.

  • Attua la parità processuale tra le parti processuali.

  • Attua la piena separazione delle figure di giudice e di procuratore della Repubblica.

  • Riconosce che i giudici debbano essere soggetti alla legge e soltanto alla legge.

  • Propugna un sistema penale che dia la priorità alla tutele dei cittadini, dei loro beni, della società e delle istituzioni.

  • Tutela e promuove il progresso e la libertà delle scienze, dell'insegnamento e delle arti.

  • Tutela e valorizza l'ambiente, il paesaggio, il patrimonio artistico e culturale.

  • Promuove lo sviluppo economico e la libertà economica.

  • Persegue l'aggiornamento professionale dei lavoratori autonomi e dipendenti, al fine di sostenerne la competitività.

  • Promuove l'intervento pubblico nella realizzazione di attività di ricerca, di opere pubbliche, di strutture industriali di importanza strategica o che richiedano investimenti ingenti o di lungo termine.

  • Promuove l'intervento pubblico diretto per aggirare azioni speculative in campo commerciale che abbiano il fine di far lievitare o deprimere il prezzo di beni o servizi di uso comune o strategico; in particolare, interviene organizzando l'acquisto al produttore e la vendita diretta al consumatore dei prodotti alimentari in caso di manovre speculative al rialzo.

  • Nel rispetto di questo sopra, difende i valori fondamentali della tradizione occidentale e i valori culturali locali.

  • Promuove il riconoscimento di associazioni e libere professioni.

  • La libertà di satira, espressione e comunicazione può essere limitata solo in quanto alla pura contumelia e mai in quanto costituisca critica.

SOVRANITA' MONETARIA
  • Il nucleo programmatico specifico e irrinunciabile del Partito No Euro è la rivendicazione e l'attuazione in generale della sovranità del popolo sancita dall'art. 1 della Costituzione e in particolare della sovranità monetaria popolare, attualmente esercitata di fatto e in violazione della Costituzione da un gruppo di finanzieri privati sopranazionali, che operano nel proprio interesse e con danno per il popolo nonché sovvertendo e impedendo la democrazia ed esautorando lo Stato e le pubbliche istituzioni.
  • Le risorse offerte dal potere di creare denaro e credito sono di primaria e indispensabile importanza per lo sviluppo e il benessere della nazione e perla sua indipendenza.
  • Non vi è sovranità popolare né democrazia, ma solo inganno e illusione, se la sovranità monetaria non è esercitata dal popolo e dallo Stato per esso.
  • A questo scopo si intende promuovere le seguenti misure:

    - revisione dei conti della BdI e della BCE per far emergere il reddito monetario

    - revisione dei conti delle banche e delle partecipanti, al fine suddetto

    - azione di recupero fiscale e di risarcimento dei danni contro tutti i banchieri responsabili di violazioni ed evasione

    - nazionalizzazione a costo zero e liquidazione della BdI

    - nazionalizzazione a costo zero delle banche partecipanti di BdI che non siano in grado di rifondere allo Stato al dovuto

    - nazionalizzazione della moneta

    - nazionalizzazione del signoraggio creditizio

    - nazionalizzazione del potere di fissazione del tus

    - uso del signoraggio monetario e creditizio per finanziare la spesa pubblica, e ricorso alla tassazione solo in quanto il signoraggio non basti

    - creazione di monete complementari private e pubbliche;

    - introduzione di vincoli di bilancio per lo Stato e le pubbliche amministrazioni in fatto di spesa e deficit, finalizzati a contenere il fabbisogno nei limiti del signoraggio statale;

    - introduzione di vincoli allo Stato e agli enti pubblici affinché le emissioni monetarie siano finalizzate ad aumentare produzione e produttività.

PROMESSE ED EFFETTI DELL'EURO
  • L'Euro è stato presentato come una garanzia del mantenimento del potere d'acquisto e come una moneta che "nasce forte" (Ciampi).

  • Al contrario, l'Euro è presto crollato contro il Dollaro e con l'Euro è crollato il potere d'acquisto. Istat ed Eurostat hanno cercato di negarlo, ed è quindi crollata anche la loro credibilità.

  • Quando l'Euro ha recuperato contro il dollaro circa il 40%, il suo potere d'acquisto non solo non è risalito, ma ha continuato a cedere.

  • L'Euro è stato presentato garanzia per il commercio estero.

  • Al contrario, l'Euro ha reso poco competitive le merci di esportazione italiane, mentre ha reso più competitivi, anche entro l'Unione Europea, le merci extracomunitarie, soprattutto nei settori di bassa tecnologia tipici dell'industria italiana (abbigliamento, tessuti, calzature, mobilio, etc.).

  • L'Euro è stato presentato come garanzia di virtuosità e risanamento del bilancio pubblico.

  • Al contrario, la spesa pubblica è fuori controllo e perlopiù assorbita da spese correnti (anche clientelari) e interessi passivi, con pochissimo per gli investimenti produttivi e un sistema fiscale-contributivo che scoraggia la produzione e incentiva l'evasione, mentre la BCE minaccia di non accettare più i titoli del tesoro italiani come contropartita per la cessione di cartamoneta.

  • L'Euro è stato presentato come garanzia di sviluppo e ammodernamento dell'economia nazionale e di efficacia del sistema-paese.

  • Al contrario, ha prodotto una situazione in cui la più grande industria nazionale (dopo quella edile, che ovviamente è legata al territorio), ossia la grande distribuzione, è passata a mani straniere (Auchan, Carreffour, Despar etc.); la seconda per grandezza, ossia quella automobilistica, vede un 80% delle vendite in mano a produttori stranieri; la grande cantieristica, già forte e gloriosa, ha chiuso; le telecomunicazioni vengono rilevate da capitale estero; l'Alitalia è in dissesto; la grande industria nazionale è quasi scomparsa; la capacità di produrre nuova tecnologia competitiva si dissolve; le grandi banche vengono rilevate da banche estere; etc. Praticamente, il potere decisionale per l'Italia è stato oramai trasferito quasi completamente in mani straniere.

  • E' questo il piano dei governanti italiani che hanno voluto l'Euro? Che vantaggi hanno ricavato per sé da questa operazione a cui si sono tanto intensamente prestati?

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